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Summer School 2026 - Public Programme

Programma in italiano
Program v slovenščini
Programme in English

ITA

Sabato, 25 luglio

durante la mattina
Se questi muri potessero parlare
trasmissioni radiofoniche su: radio.robidacollective.com

Quali storie si celano tra mura abbandonate? Quali voci emergono dalle crepe, dalle tracce e dai frammenti di ciò che resta?
Trasmettendo dalla Summer School Tending Ruins, Se questi muri potessero parlare raccoglie conversazioni, suoni e riflessioni emersi durante una settimana dedicata a esplorare le rovine come luoghi di memoria, trasformazione e possibilità. Spaziando tra rovine ecologiche, architettoniche e culturali, il programma dà ascolto alle testimonianze silenziose degli spazi e delle persone che li hanno abitati, interrogati e reimmaginati – anche solo per una settimana.


18.00, Juljova hiša
Imagined Images
lezione di Ido Nahari
{in inglese}

La distruzione è un processo mentale. Prima che la brutalizzazione si manifesti come atto fisico, il desiderio di distruggere prende forma innanzitutto come impulso immaginativo. Confrontandosi con brutalità visive rese pubbliche, l’evento esplora lo strano legame tra violenza e immaginazione. Attraverso l’uso di immagini storiche e contemporanee, l’incontro si incentrerà su narrazioni di vite distrutte – reali o mitiche – per riflettere su come la violenza sia diventata il metodo più semplice, diffuso e incisivo per generare surrealismo, e su come la distorta eredità dell’inimmaginabile si traduca in un’immaginazione scatenata.

Ido Nahari è un ricercatore che indaga gli espropriati, i possessivi e degli impossessati. Occupandosi di fantasmi, truffatori e accaparratori di terre, ha pubblicato i suoi scritti su numerose riviste culturali e libri. Dopo aver presentato le sue ricerche in vari musei e istituzioni accademiche in Europa e negli Stati Uniti, Nahari al momento si dedica all’analisi della sporcizia come collante sociale.


19.00, a Log (punto di incontro alla Juljova hiša)
Altre voci
incontro con il poeta Francesco Tomada, in dialogo con Michele Obit
{in italiano}

Per la seconda volta quest'estate, ci ritroviamo a Log – la struttura in legno che abbiamo costruito l’anno scorso su uno dei terrazzamenti sotto Topolò – per incontrare un poeta e ascoltare le sue letture. Il poeta Francesco Tomada sarà in conversazione con Michele Obit, traduttore, poeta e curatore da molti anni di Voci della sala d’attention/Glasovi iz čakalnice, la sezione di poesia del programma della Stazione di Topolò/Postaja Topolove e curatore di Altre voci, programma dedicato alla poesia dell’Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone.

Francesco Tomada è nato nel 1966 e vive a Gorizia, dove insegna in un istituto superiore. Dagli anni Novanta ha partecipato a letture ed incontri nazionali ed internazionali, così come a trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia e all’estero. I suoi testi sono apparsi su numerose riviste, antologie, plaquettes e siti web, e sono stati pubblicati in traduzione in una decina di lingue.
Ha pubblicato numerose raccolte poetiche, curato varie antologie e assieme a Anton Špacapan Vončina è autore del romanzo Il figlio della lupa, ambientato a Čepovan.

In collaborazione con Inštitut za slovensko kulturo/Istituto per la cultura slovena.


segue, Izba
cena collettiva

con il buio, cinema
Ida, così stonata che pure i morti si son svegliati e insieme han fatto una cantata
film di Ester Ivakič
presentato da Nika Jurman, sceneggiatrice del film
{in sloveno, con sottotitoli in italiano e inglese}

In un piccolo paese della remota regione del Prekmurje, Ida, una vivace e creativa bambina di dieci anni completamente stonata, è convinta di poter salvare la nonna dalla morte entrando nel coro della scuola. Il film è stato presentato a Cottbus e in concorso all’ultimo festival di Torino, dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria.

In collaborazione con Kinoatelje.



Domenica, 26 luglio

10.00, Log
Erborizzare, Armonizzare
suoni e canti, facilitati da Margherita Autorino e Giulia Prete
{in italiano e inglese}

Erborizzare, Armonizzare è la seconda parte di un laboratorio condotto da Margherita Autorino durante la settimana di summer school dedicata all’esplorazione delle rovine ecologiche, intese come elementi intrinsecamente legati ai processi geologici, agricoli e metabolici che le hanno generate e preservate. I canti – al pari delle minoranze linguistiche di cui sono espressione – costituiscono rovine culturali intrecciate ai paesaggi e alle tradizioni in cui hanno avuto origine e sono stati tramandati. Il laboratorio, apertosi con una sessione dedicata alla creazione di un erbario, si conclude esplorando l’ascolto e la polifonia, approfondendo le modalità del canto tradizionale e imparando “Cheste viole palidute”, una villotta friulana.

Formatasi come architetta e architetta paesaggista, e dopo aver lavorato alla progettazione e realizzazione di spazi aperti, Margherita ha avviato un dottorato di ricerca incentrato sui paesaggi pastorali. Studia le specifiche relazioni all’interno dei sistemi di pascolo estensivo mediterranei contemporanei nell’Appennino centrale.

Giulia Prete (nata a Padova nel 1982) è una cantante, educatrice musicale e ricercatrice che esplora il potenziale espressivo e relazionale della voce umana attraverso la tradizione del canto orale. Formata secondo il Metodo Funzionale (Gisela Rohmert) e la Music Learning Theory di Edwin Gordon, dal 2007 svolge attività concertistica e conduce laboratori a livello internazionale. Attraverso il D'AltroCanto Duo, il gruppo Voci In Ascolto e un dottorato di ricerca in corso sulla salvaguardia del patrimonio musicale, coniuga ricerca sul campo, performance e canto comunitario.


17.00, Juljova hiša
Ripida x Ruin Song
lettura di Ida Malfatti e intervento sonoro di Kata Szász-Komlós
{in italiano}

Una performance sonora dal vivo di Kata Szász-Komlós, che prende le mosse da registrazioni di pietre e rovine raccolte durante la Summer School, rielaborate in loop e campionate insieme alla chitarra. Intrecciandosi con la lettura, da parte di Ida Malfatti, del prologo del suo romanzo di narrativa speculativa intitolato Ripida – ambientato a Topolò –, la performance si pone in ascolto delle rovine come entità in cui suono, linguaggio e luogo diventano modi per custodire la memoria e immaginare futuri possibili.

Dopo la laurea in filosofia, Ida Malfatti butta via quasi tutto e lavora maneggiando le materie altamente infiammabili della drammaturgia contemporanea e della ricerca coreografica. Quello che resta della teoria la muove tutti i giorni, la mette proprio lì dov’è e la fa viaggiare sul posto. Vive a venezia, al terzo piano, affacciata sul canale.

Avvalendosi di processi analogici, materiali di recupero, nonché del gioco inteso sia come metodo che come atto di rifiuto, l’artista ungherese Kata Szász-Komlós contrappone una lentezza materiale e relazionale alla violenza di una cultura accelerata ed estrattiva. Le sue opere si sviluppano attraverso strutture non lineari e non dualistiche – riconducibili forse a una forma di “ascolto” e spesso fondate sul camminare, sul raccogliere e sul collezionare, intesi sia come rituale che come epistemologia.


18.00, Jakuliževa hiša
Fare utopia
presentazione del libro di Paolo Bosca
{in italiano}

Il fatto che l’utopia sia qualcosa da fare è senz’altro un paradosso, ma oggi più che mai affrontarlo è fondamentale. È attraverso questo paradosso che si muove Fare utopia, cercando un equilibrio tra il bisogno di riappropriarsi dello spazio come terra di trasformazione, la ricerca di nuovi concetti con cui pensare l’utopia e i suoi naufragi, e il racconto di persone e posti che delle pratiche utopiche hanno fatto la loro quotidianità.

Paolo Bosca è editor e ricercatore. Ha scritto su riviste italiane e straniere di cibo, ruralità ed estetica, cercando di affiancare alla ricerca teorica il lavoro sul campo (e col campo). Collabora con l’Università Iuav di Venezia e ha un PhD in Estetica sul tema del rapporto tra cibo e percezione del territorio. Fare utopia (nottetempo) è il suo primo libro, a cui sia affianca Utopian Toolkit come appendice aperta.


19.00, cinema
Decomporre il tempo
concerto di Žiga Ipavec

Ogni istante che resta deve innanzitutto farsi traccia. Eppure, ogni traccia porta già in sé la propria scomparsa: dare significa perdere, fare significa disfare. Decomporre il tempo esplora questo paradosso attraverso le percussioni, ascoltando la risonanza mentre si trasforma lentamente in frattura e memoria. Ciò che resta non è assenza, bensì quella che Marita Sturken definisce “l’impossibilità per le cose di scomparire, di andarsene o di svanire del tutto”. Ci ritroviamo con polvere sonora: una pioggerellina grigio-nera di rumore statico, una nebbia di crepitii. “Perché qui piove sempre?”

Žiga Ipavec è un batterista e percussionista residente a Bruxelles, originario di Šempeter pri Gorici, che ha affinato le sue abilità di batterista e percussioni alla scuola di Zlatko Kaučič. Fondate sull’improvvisazione, le sue performance intrecciano linguaggi stilistici eterogenei — dalla musica classica contemporanea al free jazz — dando vita a paesaggi sonori poetici ed espressivi. Il suo modo di suonare la batteria rifugge la linearità, incarnando invece un’esplorazione contemplativa del silenzio, della risonanza e della consapevolezza spaziale.


segue, Izba
cena collettiva


con il buio, vecchia scuola
Leaning Into the Cracks
Un'esplorazione sonora delle crepe come spazi di possibilità
performance di Francis Sosta

Leaning Into the Cracks è un’esplorazione sonora delle crepe come spazi di possibilità quando stabilità, certezza e realtà vacillano. Le crepe sono inviti a confrontarsi con l’ignoto, ad andare oltre la superficie e dentro gli strati della materia e del tempo, mettendo in discussione ciò che è percepito come familiare e immutabile. Le crepe sono interstizi attraverso cui possiamo reinventare ciò che sappiamo della finitudine, dell’impermanenza e del cambiamento. Leaning Into the Cracks è una riflessione acustica nata da una ricerca in corso sul vulcano Etna ed emersa dalle sue viscere. È una performance live che combina registrazioni ambientali, voce e spoken words per lasciare parlare l’interstizio, il liminale, la soglia.

Francis Sosta è una sound artist e performer impegnata nella ricerca interdisciplinare sul suono e nella pratica di forme situate di ascolto. Attraverso un approccio erratico che attraversa registrazioni ambientali, pratica vocale e spoken words, Francis indaga il suono nella sua dimensione di memoria e di processo, e come dispositivo relazionale ed epistemologico capace di attivare nuove forme di risonanza e kinship tra umano e non umano.

In collaborazione con Associazione Topolò-Topoluove.


Informazioni utili

Se prevedete di dormire a Topolò tra sabato 25 e domenica 26 luglio (o anche domenica 26 notte), dovrete portare la vostra tenda! Possiamo indicarvi dove posizionarla. Se avete intenzione di dormire, potete portare e preparare la vostra colazione a Izba domenica mattina e unirvi a noi per pranzo lasciando una piccola offerta.
Fateci sapere se avete intenzione di venire a dormire sabato sera o domenica sera scrivendoci a robidamagazine@gmail.com o tramite Instagram.
Sabato 25 e domenica 26 luglio per cena sarà possibile acquistare cibo al chiosco!




SLO

Sobota, 25. julij

Med jutrom
Če bi te stene znale govoriti
radijsko oddajanje na: radio.robidacollective.com

Katere zgodbe se skrivajo znotraj zapuščenih zidov? Kateri glasovi vznikajo iz razpok, sledi in drobcev tega, kar je ostalo?
Oddaja Če bi te stene znale govoriti, ki nastaja v okviru poletne šole Skrbeti za ruševine, zbira pogovore, zvoke in razmišljanja tedna, posvečenega raziskovanju ruševin kot prostorov spomina, preobrazbe in možnosti. Med ekološkimi, grajenimi in kulturnimi ruševinami program prisluhne tihim pričevanjem prostorov ter ljudem, ki so jih naseljevali, o njih spraševali in si jih ponovno zamišljali – četudi le za en teden.


18.00, Juljova hiša
Imagined Images
predavanje Ida Naharija
{v angleščini}

Uničenje je miselni proces. Preden se brutalizacija udejanji kot fizično dejanje, se želja po rušenju najprej pojavi kot zamišljena želja. Ta dogodek, ki se ukvarja z javno izpostavljenimi vizualnimi brutalnostmi, sledi nenavadnemu odnosu, ki ga ima nasilje z domišljijo. S pomočjo sodobnih in zgodovinskih podob se bo dogodek vrtel okoli pripovedi o uničenih ljudeh – tako mitoloških kot resničnih – ter razmišljal o tem, kako je nasilje postalo najlažji, najbolj priljubljen in najmočnejši način ustvarjanja nadrealizma; kako je izpuščena domišljija izoblikovala izkrivljeno posmrtno življenje nepredstavljivega.

Ido Nahari je raziskovalec razlaščenih, posesivnih in obsedenih. V svojem delu se ukvarja z duhovi, prevaranti in grabežljivci zemlje, njegova besedila pa so bila objavljena v številnih kulturnih publikacijah in knjigah. Svoje raziskave je predstavil v različnih muzejih in akademskih institucijah po Evropi in Združenih državah Amerike. Danes se Nahari ukvarja predvsem s pojmi umazanije kot družbenega lepila.


19.00, Log (zbirališče Juljova hiša)
Drugi glasovi
srečanje s pesnikom Francescom Tomado, v pogovoru z Mihom Obitom
{v italijanščini}

Že drugič v tem poletju se srečamo pri Logu – leseni konstrukciji, ki smo jo lani zgradili na eni od teras pod Topolovim – da bi spoznali pesnika in prisluhnili njegovim branjem. Pesnik Francesco Tomada bo bral svoje zadnje poezije v pogovoru z Mihom Obitom, prevajalcem, pesnikom in dolgoletnem kustosom Glasov iz čakalnice/Voci della sala d’aspetto, pesniške sekcije programa Postaje Topolove/Stazione di Topolò in kurator programa Drugi glasovi Inštituta za slovensko kulturo v Špetru.

Francesco Tomada se je rodil leta 1966 in živi v Gorici, kjer poučuje na srednji višji šoli. Od devetdesetih let prejšnjega stoletja se udeležuje italijanskih in mednarodnih branj in srečanj ter nastopa v radijskih in televizijskih oddajah v Italiji in tujini. Njegova dela so bila objavljena v številnih revijah, antologijah, knjižicah in na spletnih straneh ter prevedena v več jezikov. Izdal je številne pesniške zbirke, uredil več antologij in skupaj z Antonom Špacapanom Vončino napisal roman Volkuljin sin, ki se dogaja v Čepovanu.

V sodelovanju z Inštitutom za slovensko kulturo.


sledi, Izba
skupna večerja


s temo, kino
Ida, ki je pela tako grdo, da so še mrtvi vstali od mrtvih in zapeli z njo
film Ester Ivakič
predstavila ga bo Nika Jurman, scenaristka
{v slovenščini, s podnapisi v italijanščini in angleščini}

Zvedava deklica Ida, ki živi v majhni vasici v oddaljenem Prekmurju, postane prepričana, da lahko babičino smrt odžene s petjem. Film je bil predvajan v Cottbusu in je tekmoval na zadnjem filmskem festivalu v Torinu, kjer je prejel posebno nagrado žirije.

V sodelovanju s Kinoateljejem.



Nedelja, 26. Julij

10.00, Log
Erborizzare, Armonizzare
delavnica zvenenja in petja, vodita Margherita Autorino in Giulia Prete
{v italijanščini in angleščini}

Erborizzare, Armonizzare je drugi del delavnice, ki jo je v okviru tedna poletne šole vodila Margherita Autorino. Delavnica je raziskovala ekološke ruševine, povezane z geološkimi, kmetijskimi in presnovnimi procesi, ki so jih ustvarili in ohranili. Pesmi – tako kot jezikovne manjšine, ki jih izražajo – so kulturne ruševine, prepletene s krajinami in tradicijami, v katerih so nastale in se prenašale. Delavnica se je začela z izdelavo herbarija, zaključuje pa se z raziskovanjem poslušanja in polifonije, razumevanjem tradicionalnih pevskih »modov« ter učenjem »Cheste viole palidute«, ženske furlanske villotte.

Margherita Autorino, po izobrazbi arhitektka in krajinska arhitektka, je po delu na področju oblikovanja in gradnje odprtih prostorov začela doktorsko raziskavo, posvečeno pastoralnim krajinam. Preučuje specifične odnose znotraj sodobnih sredozemskih sistemov ekstenzivne paše v osrednjih Apeninih.

Giulia Prete (rojena leta 1982 v Padovi v Italiji) je pevka, glasbena pedagoginja in raziskovalka, ki skozi petje ustnega izročila raziskuje izrazni in povezovalni potencial človeškega glasu. Izobraževala se je po Funkcionalni metodi (Gisela Rohmert) in teoriji učenja glasbe Edwina Gordona ter od leta 2007 mednarodno nastopa in vodi delavnice. S projekti D’AltroCanto Duo, Voci In Ascolto ter v okviru trenutnega doktorskega raziskovanja na področju ohranjanja glasbene dediščine združuje terensko raziskovanje, izvajanje in skupnostno petje.


17.00, Juljova hiša
Ripida x Ruin Song
branje Ide Malfatti in zvočna intervencija Kate Szász-Komlós
{v italijanščini}

Živa zvočna intervencija Kate Szász-Komlós izhaja iz posnetkov zvokov kamnov in ruševin, zbranih med poletno šolo, ki jih v prepletanju z zvokom kitare zankovno ponavlja in sampla. V prepletanju z branjem Ide Malfatti iz prologa njenega spekulativnega fikcijskega romana z naslovom Ripida, napisanega o Topolovem, intervencija prisluhne ruševinam kot entitetam, v katerih zvok, jezik in prostor postajajo načini negovanja spomina ter zamišljanja mogočih prihodnosti.

Po diplomi iz filozofije je Ida Malfatti odvrgla skoraj vse in danes dela z visoko vnetljivimi materiali sodobne dramaturgije in koreografskih raziskav. Kar ostaja od teorije, vsak dan spravlja v gibanje, jo postavlja natanko tja, kamor sodi, in ji omogoča potovati, medtem ko ostaja na mestu. Živi v tretjem nadstropju stavbe s pogledom na beneški kanal.

Madžarska umetnica Kata Szász-Komlós z uporabo analognih procesov, najdenih materialov, igre kot metode in zavračanja postavlja materialno in odnosno počasnost nasproti nasilju pospešene, ekstraktivne kulture. Njena dela se razvijajo skozi nelinearne in nedualistične okvire, ki bi jih lahko razumeli kot obliko »poslušanja«, pogosto zasidranega v hoji, zbiranju in nabiranju kot ritualu in načinu spoznavanja.


18.00, Jakuliževa hiša
Fare utopia
predstavitev knjige Paola Bosce
{v italijanščini}

Dejstvo, da je utopijo treba delati, je nedvomno paradoks, a soočanje z njim je danes pomembnejše kot kdajkoli prej. Knjiga Fare utopia (slo. Delati utopijo) se loteva prav tega paradoksa in išče ravnovesje med potrebo po ponovnem zavzetju prostora kot prizorišča preobrazbe, iskanjem novih konceptov za razmišljanje o utopiji in njenih neuspehih ter zgodbami ljudi in krajev, ki so utopične prakse vključili v svoj vsakdan.

Paolo Bosca je urednik in raziskovalec. Piše za italijanske in mednarodne publikacije o hrani, podeželju in estetiki, pri čemer si prizadeva povezati teoretično raziskovanje s terenskim delom (in delom na zemlji). Sodeluje z Univerzo Iuav v Benetkah in ima doktorat iz estetike; v svojem delu se osredotoča na odnos med hrano in dojemanjem prostora. Fare utopia (v izdaji založbe nottetempo) je njegova prva knjiga; kot odprta priloga jo spremlja Utopian Toolkit.


19.00, kino
Razkrajanje časa
koncert Žige Ipavca

Vsak trenutek, ki ostane, mora najprej postati sled. Toda vsaka sled že nosi v sebi lastno izginotje: dajanje pomeni izgubljanje, delovanje pomeni razveljavljanje. Razkrajanje časa ta paradoks raziskuje skozi tolkala, pri čemer posluša resonanco, ko se počasi spreminja v razpoko in spomin. Kar ostane, ni odsotnost, temveč to, kar Marita Sturken imenuje »nezmožnost stvari, da bi izginile, odšle ali jih ne bi bilo več«. Ostane nam zvočni prah — sivkasto-črno pršenje statike, meglica prasketanja. »Zakaj tukaj vedno dežuje?«

Žiga Ipavec je v Bruslju delujoči bobnar in tolkalec iz Šempetra pri Gorici, ki je svoje bobnarsko-tolkalske sposobnosti izpopolnjeval v šoli Zlatka Kaučiča. Njegova solistična dela raziskujejo lirični in meditativni potencial ritma ter zvočne teksture. Njegove izvedbe, ukoreninjene v improvizaciji, prepletajo različne slogovne jezike – od sodobne klasične glasbe do free jazza – v poetične in izrazne zvočne krajine. Njegovo bobnanje se upira linearnosti ter namesto tega uteleša kontemplativno raziskovanje tišine, resonance in prostorske zaznave.


sledi, Izba
skupna večerja


s temo, stara šola
Nagibati se v razpoke
Zvočno raziskovanje razpok kot prostorov možnosti
performans Francis Sosta

Nagibati se v razpoke je zvočno raziskovanje razpok kot prostorov možnosti v trenutkih, ko se stabilnost, gotovost in resničnost zamajejo. Razpoke so povabila k soočanju z neznanim, k preseganju površine in vstopanju v plasti snovi in časa, ob tem pa postavljajo pod vprašaj tisto, kar se nam zdi znano in nespremenljivo. Razpoke so vmesni prostori, skozi katere lahko na novo izumimo svoje razumevanje končnosti, minljivosti in spremembe. Nagibati se v razpoke je akustična refleksija, ki izhaja iz trajajoče raziskave vulkana Etna in njegovih notranjih globin. Gre za živo izvedbo, ki združuje terenske posnetke, glas in govorjeno besedo, da bi spregovorili vmesni prostor, liminalno in tisto, kar se nahaja vmes.

Francis Sosta je zvočna umetnica in izvajalka, katere praksa temelji na interdisciplinarnih zvočnih raziskavah in situiranih oblikah poslušanja. S pomočjo raziskovalne metodologije, ki prepleta terenske posnetke, glasovno prakso in govorjeno besedo, Francis obravnava zvok kot spomin in proces, kot odnosno in epistemološko orodje, sposobno sprožati nove oblike resonance in povezanosti med človeškimi in več-kot-človeškimi svetovi.

V sodelovanju z Društvom Topolò-Topoluove.


Uporabne informacije

Če si želite prenočiti v Topolovem med soboto, 25. julijem in nedeljo, 26. julijem (ter v nedeljo 26. na ponedeljek), prinesite svoj šotor! Lahko vam predlagamo primeren prostor za njegovo postavitev.
Če boste prenočili, si lahko v nedeljo zjutraj v Izbi pripravite svoj zajtrk in se nam nato pridružite pri kosilu — z majhnim denarnim prispevkom.
Sporočite nam, če nameravate prenočiti v soboto ali nedeljo, tako da nam pišete na robidamagazine@gmail.com ali preko Instagrama.
V soboto, 25. juija in nedeljo, 26. julija, bo večerja na voljo za nakup v chioscu!




ENG

Saturday 25.07.2026

Morning
If These Walls Could Talk
radio broadcast on: radio.robidacollective.com

What stories are held inside abandoned walls? What voices emerge from the cracks, traces, and fragments of what remains?
Broadcasting from the Tending Ruins Summer School, If These Walls Could Talk gathers conversations, sounds, and reflections from a week dedicated to exploring ruins as places of memory, transformation, and possibility. Moving between ecological, built, and cultural ruins, the programme listens to the silent testimonies of spaces and the people who inhabited, questioned, and reimagined them – even if just for a week.


18.00, Juljova hiša
Imagined Images
lecture by Ido Nahari
{in English}

Destruction is a mental process. Before brutalisation rolls as a physical engagement, the desire to ruin is first lodged as an imagined craving. Engaging with visual brutalities made public, this event traces the strange relationship that violence has with the imagination. Using recent and historical images, the event will revolve around narratives of ruined people, both mythical and actual, so as to consider how violence became the easiest, most popular and most impactful method of producing surrealism; how the twisted afterlife of the unimaginable is an unleashed imagination.

Ido Nahari is a researcher of the dispossessed, possessive and possessed. Working around ghosts, grifters and grabbers of land, his words have appeared in numerous cultural publications and books. Having presented his research in various museums and academic institutions across Europe and the United States, Nahari is now preoccupied with notions of dirt as social glue.


19.00, Log (meeting point Juljova hiša)
Drugi Glasovi
poetry reading with Francesco Tomada, in conversation with Miha Obit
{in Italian}

For the second time this summer, we meet at Log—the wooden structure we built last year in one of the terraces below Topolò—to get to know a poet and listen to his readings. The poet Francesco Tomada will be in conversation with Miha Obit, translator, poet and curator for many years of Voci della sala d’aspetto/Glasovi iz čakalnice (Voices from the waiting room), the poetry section of Stazione di Topolò/Postaja Topolove’s program and of the Drugi Glasovi (Other Voices), the poetry programme of the Insitute for Slovene Culture.

Francesco Tomada was born in 1966 and lives in Gorizia, where he teaches at a secondary school. Since the 1990s, he has participated in national and international readings and gatherings, as well as radio and television broadcasts in Italy and abroad. His work has appeared in numerous magazines, anthologies, and websites, and has been published in translation in around ten languages.
He has published numerous poetry collections, edited various anthologies, and—together with Anton Špacapan Vončina—is the author of the novel Il figlio della lupa (2022), set in Čepovan.

In collaboration with Inštitut za slovensko kulturo (Institute for Slovene Culture).


afterwards, Izba
collective dinner


with darkness, cinema
Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song
film by Ester Ivakič
presented by Nika Jurman, screenwriter
{in Slovene, with Italian & English subtitles}

Ten-year-old Ida believes that the mysterious angelic singing resounding across the village graveyard is the only thing keeping her beloved Grandma alive. So she decides to join the school choir—even though she is absolutely tone deaf. The film was screened at Cottbus and was in competition at the latest Torino Film Festival, where it received the Special Jury Prize.

In collaboration with Kinoatelje.



Sunday 26.07.2026

10.00, Log
Erborizzare, Armonizzare
soundings and singing, facilitated by Margherita Autorino and Giulia Prete
{in Italian & English}

Erborizzare, Armonizzare is the second part of a workshop facilitated by Margherita Autorino during the summer school week which explored ecological ruins, mutually connected to the geological, agricultural, and metabolic processes that generated and preserved them. Songs, such as the linguistic minorities they express, are cultural ruins intertwined with the landscapes and traditions in which they were created and passed down. The workshop opened with a herbarium-making section and closes exploring listening and polyphony, understanding traditional singing “modi”, and learning “Cheste viole palidute,” a female Friulian villotta.

Trained as an architect and landscape architect, after working on the design and construction of open spaces, Margherita began a PhD research exploring pastoral landscapes. She studies specific relationships within contemporary Mediterranean extensive grazing systems in the central Apennines.

Giulia Prete (b. 1982, Padova, Italy) is a singer, music educator, and researcher exploring the expressive and relational potential of the human voice through oral tradition singing. Trained in the Functional Method (Gisela Rohmert) and Edwin Gordon’s Music Learning Theory, she has performed and led workshops internationally since 2007. With D’AltroCanto Duo, Voci In Ascolto and a current PhD research in Musical Heritage Preservation she combines field research, performance, and community singing.


17.00, Juljova hiša
Ripida x Ruin Song
reading by Ida Malfatti and sound intervention by Kata Szász-Komlós
{in Italian}

A live sound intervention by Kata Szász-Komlós, unfolding from recordings of stones and ruins gathered during the Summer School, looped and sampled alongside guitar. Interwoven with a reading by Ida Malfatti from the prologue of her speculative fiction novel titled Ripida, written about Topolò, the performance listens to ruins as entities where sound, language, and place become ways of tending memory and imagining possible futures.

After graduating in philosophy, Ida Malfatti threw almost everything away and now works with the highly flammable materials of contemporary dramaturgy and choreographic research. Whatever remains of theory, she sets in motion every day, placing it exactly where it belongs and making it travel while staying in place. She lives on the third floor of a building overlooking a canal in Venice.

Enlisting analogue processes, found materials, play as method and refusal, hungarian artist Kata Szász-Komlós positions material and relational slowness against the violence of an accelerated, extractive culture. Their works unfold through non-linear and non-dualistic frameworks, perhaps considered ‘listening’, often grounded in walking, gathering and collecting as both ritual and epistemology.


18.00, Jakuliževa hiša
Fare utopia
book presentation by Paolo Bosca
{in Italian}

The fact that utopia is something to be made is undoubtedly a paradox, yet confronting it is more crucial today than ever. Fare utopia (eng. Making Utopia) navigates this very paradox, seeking a balance between the need to reclaim space as a site of transformation, the search for new concepts with which to think about utopia and its failures, and the stories of people and places that have made utopian practices part of their everyday lives.

Paolo Bosca is an editor and researcher. He has written for Italian and international publications on food, rurality, and aesthetics, seeking to combine theoretical research with fieldwork (and work on fields). He collaborates with the Iuav University of Venice and holds a PhD in Aesthetics, focusing on the relationship between food and the perception of territory. Fare utopia (published by nottetempo) is his first book; it is accompanied by Utopian Toolkit as an open appendix.


19.00, cinema
Decomposing Time
concert by Žiga Ipavec

Every moment that remains must first become a trace. Yet every trace already carries its own disappearance: giving means losing, doing means undoing. Decomposing Time explores this paradox through percussion, listening to resonance as it slowly becomes fracture and memory. What remains is not absence, but what Marita Sturken calls “the impossibility of things disappearing, or going away, or being gone.” We are left with sonic dust — a grey-black drizzle of static, a haze of crackle. “Why is it always raining here?”

Žiga Ipavec is a drummer and percussionist from Šempeter pri Gorici, based in Brussles, who honed his drumming and percussion skills at the school of Zlatko Kaučič. His solo work explores the lyrical and meditative potential of rhythm and sound texture. Rooted in improvisation, his performances weave together diverse stylistic languages—from contemporary classical to free jazz—into poetic and expressive soundscapes. His drumming resists linearity, instead embodying a contemplative exploration of silence, resonance, and spatial awareness.


afterwards, Izba
collective dinner


19.00, cinema
with darkness, old school
Leaning Into the Cracks
a sonic exploration of cracks as spaces of possibility by Francis Sosta

Leaning Into the Cracks is a sonic exploration of cracks as spaces of possibility when stability, certainty, and reality falter. Cracks are invitations to engage with the unknown, to move beyond the surface and into the layers of matter and time, questioning what is familiar and immutable to us. Cracks are interstices through which we can reinvent what we know about finitude, impermanence, and change. Leaning Into the Cracks is an acoustic reflection emerging from an ongoing research on Etna Volcano and from its inner depths. It is a live performance combining field recordings, voice, and spoken words to let the interstice, the liminal, and the in-between speak.

Francis Sosta is a sound artist and performer whose practice is grounded in interdisciplinary sound research and situated forms of listening. Through an errant methodology spanning field recordings, vocal practice, and spoken words, Francis approaches sound as memory and process, as a relational and epistemological tool capable of activating new forms of resonance and kinship across human and more-than-human worlds.

In collaboration with Associazione Topolò-Topoluove.


Useful Information

If you plan to sleep in Topolò between Saturday July 25th and Sunday 26th (and also on Sunday 26th night), you need to bring your own tent! We can suggest a place for you to set it up. If you're staying overnight, you’re welcome to bring and prepare your own breakfast at Izba on Sunday morning, and join us for lunch with a small donation.
Please, let us know if you are planning to come and stay on Saturday or Sunday night by writing to us on robidamagazine@gmail.com or via Instagram.
On Saturday 25.07 and Sunday 26.07 it will be possible to buy dinner at the chiosco!



Partner / Partnerji / Partners

Master II Livello in Environmental Humanities, Università Roma 3, Roma
Istituto per l’istruzione slovena / Zavod za slovensko izbraževanje, San Pietro al Natisone
Almanac APS, Torino
Obliquo APS, Pordenone
Associazione Topolò-Topoluove, Topolò (Grimacco)
Inštitut za slovensko kulturo / Istituto per la cultura slovena APS, San Pietro al Natisone
BAK, basis voor actuele kunst, Utrecht (NL)

In collaborazione con / V sodelovanju z / In collaboration with

Associazione/Društvo Topolò-Topoluove per l'utilizzo della Juljova hiša
Topolò, i suoi abitanti e i suoi boschi.

La summer school dell'Accademia dei margini è un progetto di Robida supportato da Regione Friuli Venezia Giulia e Ufficio per gli sloveni nel mondo e oltreconfine del governo sloveno.

Poletna šola Akademije margin je del projekta Akademija margin za leto 2026, ki nastaja ob finančni podpori Dežele Furlanije - Julijske krajine in Urada Vlade republike Slovenije za Slovence v zamejstvu in po svetu.

The Academy of Margins program is funded by the Region of Friuli Venezia Giulia and the Office of the Government Office for Slovenians Abroad.